Consumi energetici quasi azzerati, un impianto fotovoltaico, spazi progettati per sfruttare al massimo la luce naturale, isolamento termico e acustico e un cantiere circolare che ha riutilizzato i materiali di demolizione e terre da scavo per creare aree verdi: queste le caratteristiche della nuova scuola primaria di Piano in Costa Volpino.
Il nuovo plesso non è solo moderno e sicuro, ma rappresenta un esempio di efficienza energetica e gestione responsabile delle risorse, con riduzione dei consumi e delle emissioni e riuso dei materiali. Gli spazi, progettati per garantire benessere e flessibilità, mettono a disposizione ambienti funzionali e moderni per studenti e personale: 10 aule didattiche, ciascuna con la possibilità di svolgere attività all’esterno, 5 laboratori polifunzionali, una palestra, un centro cottura con mensa dedicata, oltre ai locali destinati al corpo docente e al personale scolastico. In un contesto nazionale in cui, secondo il report “Ecosistema Scuola 2025” di Legambiente, solo il 45% degli edifici ha il collaudo statico, meno del 15% delle scuole in zone sismiche è adeguato alle norme antisismiche e appena il 16% ha beneficiato di interventi di efficientamento energetico, la scuola di Costa Volpino si pone come modello virtuoso di sicurezza, innovazione e sostenibilità. La scuola è stata progettata e realizzata secondo i Criteri Ambientali Minimi e i requisiti Nzeb, ossia a energia quasi zero, raggiungendo l’obiettivo di ridurre in modo significativo i consumi energetici e le emissioni di CO₂. Tra gli interventi principali: l’impianto fotovoltaico da 130 Kw che supporta l’autonomia energetica, gli impianti meccanici ed elettrici innovativi, l’illuminazione naturale e artificiale potenziata, l’isolamento termico e acustico migliorato e l’edificio realizzato con criteri antisismici, garantendo uno spazio sicuro, confortevole e sostenibile. Grande attenzione è stata riservata alla circolarità dei materiali: quelli provenienti dalla demolizione sono stati trattati e riutilizzati in loco per riempimenti, massicciate e sistemazioni esterne. Le terre da scavo sono state reimpiegate nella creazione delle aree verdi, evitando conferimenti in discarica e riducendo l’impatto ambientale, in linea con la transizione verso un’economia circolare e il principio “Do No Significant Harm”.