Nel 2025, dopo tre anni di crescita continua e sostenuta, sono diminuite in Italia le installazioni da energia rinnovabile: 7,2 GW di nuova potenza, in calo del 6% rispetto ai 7,6 GW del 2024 (per un totale di 81,7 GW di capacità installata), come si legge nel Renewable Energy Report 2026 redatto dall’Energy&Strategy.
A tenere maggiormente è stato il fotovoltaico (5,6 GW), grazie ai grandi impianti che dal 2024 hanno preso sempre più piede fino a coprire il 50% della potenza totale; al contrario, sono ancora poche le installazioni da eolico (562 MW nel 2025, per il 95% da grandi impianti concentrati in Puglia, Basilicata e Campania), nonostante abbiano una produzione più distribuita anche di notte e nei mesi invernali e possano mitigare la non programmabilità di queste fonti. Ovviamente, la battuta d’arresto mette una seria ipoteca sul raggiungimento dei target fissati per il 2030 dal Pniec: 131 GW di capacità totale installata (49 GW in più di ora) e 228 TWh all’anno di energia elettrica prodotta soprattutto da fotovoltaico ed eolico, +75% circa rispetto ai 130 TWh generati nel 2025. “Purtroppo, il 2026 è iniziato con una nuova crisi energetica, frutto dell’ennesimo conflitto. Lo scenario appare simile a quello del 2022, con la tensione sui prezzi di gas ed energia elettrica e la ricerca di soluzioni immediate, ma le circostanze sono cambiate”, commenta Davide Chiaroni, vicedirettore di E&S e responsabile del Report. Lo studio, oltre a rilevare l’andamento delle rinnovabili, si occupa dell’evoluzione del quadro regolatorio, caratterizzato anche nel 2025 da incertezze e modifiche, e dei principali trend tecnologici, tra cui soluzioni in crescita come l’agrivoltaico e l’eolico offshore. Alla situazione di stallo hanno contribuito, per gli impianti di piccola taglia, la riduzione delle detrazioni fiscali e la fine del meccanismo di “scambio sul posto”; per i grandi, la diminuzione della nuova capacità da installazioni fotovoltaiche supportate dal FER 1 e l’attesa per l’asta del FER X Transitorio, i cui risultati sono stati pubblicati a dicembre 2025. Secondo le stime contenute nel RER26, se lo sviluppo di fotovoltaico ed eolico – non di tutte le rinnovabili – procedesse come ora (scenario BAU) si arriverebbe al 2030 a un parco di 78 GW di capacità installata contro i 107 GW del target PNIEC, sostanzialmente come effetto della battuta di arresto del 2025. Il report evidenzia segnali positivi per il settore energetico italiano, soprattutto grazie alla crescita dei PPA, che nel 2025 hanno raggiunto 1,8 GW (+60% sul 2024), rendendo l’Italia il secondo mercato europeo dopo la Spagna. Gli operatori vedono nei PPA uno strumento strategico sia per nuovi impianti sia per quelli esistenti. Cresce anche l’attenzione all’ammodernamento degli impianti: oltre due terzi degli operatori prevedono interventi entro il 2030, con forti aumenti di produzione attesa. Parallelamente, la capacità di accumulo è esplosa, passando da 720 MWh nel 2021 a quasi 18 GWh nel 2025, migliorando l’integrazione delle rinnovabili nella rete. Infine, il DM Agrivoltaico ha favorito un’ampia adesione, con 1,76 GW ammessi alle aste grazie agli incentivi economici.
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