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“Pensare e Fare Economia Circolare” il libro curato Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP

21 marzo 2022
Nel libro curato dal presidente di Gruppo CAP “Pensare e Fare Economia Circolare” tutto ciò che si deve sapere sulla transizione ecologica ed energetica. Il capoluogo lombardo promotore di una serie di progetti virtuosi che pongono l’Italia all’avanguardia in Europa.
Trasformare i rifiuti in energia. Recuperare preziose materie prime e minerali da tutto quello che fino a ieri veniva buttato in discarica e che oggi deve essere valorizzato. Investire in tecnologia e innovazione per contenere e magari eliminare le emissioni in atmosfera. Lavorare oggi per costruire il mondo di domani su basi più sostenibili ed ecocompatibili.
Sono i temi del libro “Pensare e Fare Economia Circolare”, edito da Guerini e Associati e curato da Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, azienda pubblica recentemente premiata con il riconoscimento Top Utility Ten Years, come migliore utility degli ultimi 10 anni, da sempre impegnata su questo fronte attraverso investimenti in iniziative, attività di ricerca e sviluppo e progetti fortemente innovativi non soltanto nel settore dell’idrico o dei rifiuti, ma in quello industriale in generale.

“Le utility pubbliche possono essere protagoniste della transizione ecologica ed energetica, in quanto player strategici in grado di abilitare filiere e distretti tradizionali nella trasformazione circolare, spiega nella sua introduzione Alessandro Russo. Il nostro impegno deve andare verso la realizzazione di infrastrutture resilienti e verso un’industrializzazione equa, fatta di nuovi impianti, ma anche e soprattutto di un ripensamento radicale di quelli esistenti”.
Dal recupero di risorse al recupero di energia, dalle bioraffinerie all'end of waste fino all'idrico, i vantaggi dell’approccio circolare non sono solo ambientali: secondo studi recenti, tra il 2012 e il 2018 il numero di posti di lavoro collegati all’economia circolare nell’UE è cresciuto del 5% (oltre 4 milioni di nuovi occupati), con la possibilità il 2030 di incrementare il PIL di un ulteriore 0,5% e creando oltre 700.000 nuovi posti di lavoro. Sempre entro il 2030, l’insieme dei processi di rigenerazione nell’UE potrà raggiungere un valore compreso tra circa 70 e 100 miliardi di euro, cui è associata un’occupazione compresa tra circa 450.000 e quasi 600.000 unità.
Insomma, oggi più che mai è necessario superare il concetto di “rifiuto” trasformandolo in “risorsa”, ovvero materia prima secondaria che offre grandi opportunità di sviluppo sostenibile. Basti pensare alle bioraffinerie, un sistema in grado di utilizzare diversi tipi di biomasse per produrre combustibili e sostanze chimiche. Le bioraffinerie di seconda generazione gestiscono una gran quantità di rifiuti producendo e recuperando biometano, fosforo, biopolimeri o cellulosa.

Quel che emerge dal volume “Pensare e Fare Economia Circolare” è come l’Italia sia tra i Paesi dell’UE che hanno registrato in questo ambito i migliori risultati: è al primo posto nella circolarità della produzione rispetto alle prime cinque economie europee e sulla produttività delle risorse (nel 2017), prima per percentuale di riciclo di tutti i rifiuti, pari al 67%, nettamente superiore alla media europea (55%), nel mercato delle materie prime seconde l’Italia è al terzo posto, e sul fronte degli investimenti e occupazione, è al secondo posto, dopo la Germania.
Il libro illustra anche alcuni esempi concreti di cosa significhi fare economia circolare in modo efficace e produttivo. Il progetto Food Policy del Comune di Milano si pone l’obiettivo di dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare pro capite e ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e fornitura, comprese le perdite del post-raccolto. Già nel 2019 sono state raccolte 154 mila tonnellate di rifiuto umido dal quale sono state ricavate 22 mila tonnellate di compost agricolo e 8 milioni di metri cubi di biometano, e sono state distribuite a realtà bisognose circa 1.700 tonnellate di cibo, con un risparmio di 900 tonnellate di CO2 equivalente.
Altro esempio di innovazione è la BioPiattaforma di Gruppo CAP, il primo polo di simbiosi industriale a emissioni zero realizzato in Italia, capace di integrare termovalorizzatore e depuratore per recuperare materie prime e produrre bioenergia. Un progetto fortemente radicato nel presente ma che guarda al futuro del Paese, tanto da essere stato il primo impianto del genere a essere avviato in decenni.

Il libro è diviso in due sezioni distinte: una più teorica, che offre al lettore anche meno esperto del tema, tutte le informazioni su cosa significa economia circolare, dall’inquadramento istituzionale agli ambiti in cui si può declinare il concetto dal punto di vista pratico, industriale e delle risorse, e una seconda costituita da una serie di esempi virtuosi, totalmente nati e sviluppati in Italia, e realizzati da alcuni attori, sia pubblici, sia privati, sia istituzionali, che con i loro progetti meglio rappresentano le opportunità che l’approccio oggi offre sia dal punto di vista ecologico, sia ambientale e sociale. Oltre al progetto Milano Food Policy, e alla Biopiattaforma di Gruppo CAP, vengono illustrati anche un progetto di reimpiego delle plastiche nell’ambito del design a opera di Rossana Orlandi, le best practice di Carlsberg in ambito food e distribuzione, la strategia di Assolombarda e le strategie per trasformare i rifiuti in biogas.