Il governo regionale siciliano ha approvato un disegno di legge per riformare la gestione del servizio idrico nell’Isola. Non si tratta ancora di una legge in vigore, ma di una proposta destinata a incidere in modo strutturale sull’organizzazione del servizio.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è superare l’attuale frammentazione e introdurre una gestione uniforme su tutto il territorio siciliano. Il punto centrale è il passaggio dagli attuali nove ambiti territoriali, coincidenti con le ex province, a un unico Ambito territoriale ottimale regionale. Il riordino istituzionale non riguarda soltanto la struttura amministrativa del servizio. La governance incide direttamente sulla possibilità di pianificare interventi complessi, organizzare gli investimenti e accompagnare il passaggio verso gestioni più coordinate. Il passaggio a un ATO unico può creare le condizioni per una programmazione più coerente. Ma l’assetto istituzionale, da solo, non basta. La nuova Autorità sarà chiamata a coordinare territori con situazioni differenti, accompagnare le transizioni gestionali e definire priorità su infrastrutture che richiedono una visione di scala regionale. Nel comunicato ufficiale, la Regione richiama esplicitamente la necessità di pianificare interventi su dighe, impianti di potabilizzazione e reti, necessari per contrastare i deficit idrici dell’Isola. Il nodo sarà trasformare la regia regionale in capacità operativa: dati aggiornati, pianificazione, competenze tecniche, procedure chiare e continuità negli investimenti.