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Cittadini informati e motivati fanno meglio la raccolta differenziata e risparmiano sulla Tari: i risultati del progetto LIFE REthinkWASTE illustrati a Ecomondo

16 novembre 2022
Grazie a informazione e responsabilizzazione alcune realtà italiane e spagnole sono riuscite a diminuire la produzione dei rifiuti e aumentare la raccolta differenziata. I risultati del progetto LIFE REthinkWASTE sono stati illustrati all'Ecomondo di Rimini.
A Bitetto, in provincia di Bari, nel 2022 per i cittadini più bravi a fare la raccolta differenziata l’importo della Tari si è ridotto anche del 30% rispetto all'anno precedente. In provincia di Ancona invece si punta a ridurre di oltre il 5% la produzione totale di rifiuti. A Bassano del Grappa (VI), a Varese e a Sant Just Desvern (Catalogna), l’indifferenziato è diminuito e i cittadini si sentono più informati e consapevoli. Il tutto grazie a PAYT e KAYT, acronimi rispettivamente di Pay-as-you-throw, cioè “paga per quello che butti” e Know-as-you-throw, “Conosci quello che butti”. Questi sistemi sono i cardini del progetto europeo LIFE REthinkWASTE, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi a Rimini nell'ambito di Ecomondo, Fiera internazionale su innovazione tecnologica e industriale nel settore della green & circular economy.

“Il progetto REthinkWASTE è iniziato nel 2019 e oggi, al termine di un percorso di oltre tre anni, possiamo dire che i risultati sono certamente positivi”, ha sottolineato il coordinatore del progetto, Riccardo Venturi di ETRA SpA. “Stimolati grazie ad un particolare approccio informativo - il KAYT, appunto, che può essere anche associato alla cosiddetta tariffazione puntuale, PAYT in inglese - i cittadini hanno mostrato maggiore sensibilità e conoscenza sulla corretta gestione dei rifiuti, migliorando la propria raccolta differenziata e riducendo i rifiuti non riciclabili. Oltre al fatto che “ce lo chiede l’Europa”, la riduzione dei materiali smaltiti in discarica e l’aumento del tasso di riciclo sono obiettivi doverosi da perseguire per tutelare l’ambiente. In questa fase finale del progetto stiamo diffondendo fra Comuni e gestori del servizio le metodologie e le buone pratiche che abbiamo sperimentato”.

L’iniziativa, realizzata con il contributo del Programma LIFE dell'Unione Europea, coinvolge 11 partner, di cui 4 Comuni pilota: Bassano del Grappa in provincia di Vicenza, Varese, Bitetto (Bari) e Sant Just Desvern (vicino Barcellona, Spagna), hanno sperimentato un sistema innovativo per coinvolgere e responsabilizzare di più i cittadini, con l’obiettivo di migliorare i risultati ambientali della raccolta differenziata.

Tramite messaggi WhatsApp, concorsi a premi ed eco-coach, i cittadini - anche messi in competizione tra loro - sono stati informati costantemente su quantità, qualità e abitudini dei loro conferimenti. Ciò ha portato a risultati davvero incoraggianti, di cui è possibile leggere in dettaglio sul sito www.rethinkwaste.eu. A Sant Just Desvern – dove in parallelo è stato introdotto un nuovo sistema di raccolta, con cassonetti dell’indifferenziato e dell’umido apribili solo tramite un’apposita e-card – la produzione di rifiuto indifferenziati nei primi 6 mesi di sperimentazione è diminuita addirittura del 22%. “Questo progetto per noi ha rappresentato l’occasione di cambiare il modello di raccolta – dice Montse Bassa, a Ecomondo in rappresentanza della municipalità catalana – vogliamo continuare su questa strada e implementare ulteriormente il servizio, con informazioni sempre più trasparenti nei confronti dei nostri cittadini”.

E in Italia? Ifel, la Fondazione dell’ANCI che si occupa di finanza ed economia locale, nell’ambito di REthinkWASTE ha già realizzato diversi workshop in Umbria e Puglia, e altri ne sta organizzando in Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Amministratori locali, funzionari e tecnici dei Comuni, delle aziende che gestiscono il servizio rifiuti, ma anche delle Regioni e degli Enti d’Ambito, hanno così la possibilità di conoscere da vicino l’approccio KAYT e i sistemi di tariffazione puntuale (PAYT), nonché di confrontarsi in appositi laboratori per capire come implementare questi approcci nel proprio contesto. Un’iniziativa analoga è stata condotta anche in Veneto dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (ARPAV).

Quali ostacoli impediscono però alla tariffa puntuale dei rifiuti di diffondersi in tutta Italia? Secondo Andrea Ferri, responsabile per la Finanza Locale dell’Anci e vicedirettore Ifel, uno dei problemi risiede nella “eccessiva frammentazione delle gestioni, un elemento che caratterizza soprattutto il Centro-Sud e che deve essere gradualmente superato. Andare avanti con la tariffazione puntuale, peraltro, determina anche un miglioramento di carattere gestionale”.

L’evento di Ecomondo è stato coordinato da Acr+ (Association of Cities and Regions for sustainable Resource management). “Il nostro ruolo – ha spiegato Francesco Lembo, responsabile della struttura che ha sede a Bruxelles – è stato quello di individuare alcune esperienze locali che funzionano e, insieme ai casi pilota del progetto, stimolare la diffusione di questi approcci in altri Paesi. Siamo stati in Portogallo e in Spagna, andremo in Grecia a fine novembre e a Bruxelles a gennaio, per raccontare i sistemi di tariffazione dinamica (PAYT) e coinvolgimento dei cittadini (KAYT). Dal 1994 mettiamo in contatto città, Regioni ed esperti per imparare l’uno dall’altro in una dimensione europea. Il motto è: “il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto””.