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Acqua: di questo passo 250 anni per rifare le reti

28 aprile 2017
E' quello che ha comunicato UTILITALIA denunciando la situazione attuale delle reti d'acqua di tutto il paese. La soluzione? Basta guardare l'economia circolare.
Lo stato delle reti degli acquedotti, la depurazione e la manutenzione. Sono questi gli obiettivi prioritari del servizio idrico secondo Utilitalia – la Federazione delle imprese di acqua energia e ambiente - che oggi ha partecipato alla Conferenza nazionale sulle Acque d’Italia, organizzata dalla presidenza del Consiglio attraverso la Struttura di missione ‘Italiasicura’. “La rete sta invecchiando – ha spiegato il presidente di Utilitalia Giovanni Valotti – il 60% delle rete nazionale è stato posato oltre 30 anni fa, il 25% supera anche i 50 anni. Il tasso nazionale di rinnovo è attualmente pari a 3,8 metri di condotte per ogni km di rete: questo significa che di questo ritmo occorrerebbero oltre 250 anni per sostituire l’intera rete”. “L'acqua è un bene comune e universale, questo si deve conciliare con politiche industriali – ha osservato il presidente di Utilitalia – anche perché nessuno può essere discriminato sull'accesso a un bene primario. Per avere tariffe più basse possibile, qualità più alta e ridurre gli sprechi servono investimenti. Oggi investiamo meno di 40 euro l’anno per abitante mentre in Europa ci si attesta su 100-120 euro”. “E’ allarmante che più del 12% della popolazione non abbia la depurazione e che i cittadini invece di pagare le opere e i depuratori paghino le multe dell'Europa in bolletta”, ha rilevato Valotti secondo cui “è evidente come bisognerebbe applicare i principi dell’economia circolare anche alle risorse idriche. Cosa che avrebbe effetti virtuosi”. Ogni anno in Europa – secondo dati dell’Unione Europea - vengono trattati più di 40 miliardi di metri cubi di acque reflue ma ne vengono “riusati” soltanto il 2%. Il potenziale di crescita è enorme: l’Europa potrebbe arrivare a utilizzare sei volte il volume di acque trattate oggi. In Italia, che ha uno dei potenziali più alti, si trattano e si riusano ogni anno 233 milioni di metri cubi di acque reflue. “La normativa europea sta andando nella direzione di incentivare il riuso delle acque che vengono depurate e la valorizzazione dei fanghi che derivano dalla depurazione – ha poi proseguito Valotti - bisogna applicare all’acqua gli stessi principi dell’economia circolare che si applicano in altri settori, e riutilizzare così le acque che vengono depurate e valorizzare i fanghi che derivano dalla depurazione”. “Il Censimento dei migliori progetti degli ultimi tre anni, che abbiamo realizzato da settembre ad oggi su 174 gestori di servizi pubblici – conclude Valotti - dimostra che una buona parte dei progetti di innovazione tecnologica e degli investimenti dei gestori idrici sta andando proprio nella direzione della depurazione, con soluzioni impensabili solo pochi anni fa. Un’ampia panoramica di queste novità sarà oggetto del Festival dell’Acqua a Bari ad ottobre”.