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Ue fissa nuovi target nazionali per il 2030

21 luglio 2016
Da Bruxelles arrivano novità per il pacchetto clima energia che era stato annunciato due anni fa e che fin dall'inizio non era apparso molto ambizioso. Nuovi strumenti a disposizione dei Paesi membri, che potranno contare anche su meccanismi di flessibilità. All'italia spetta una riduzione del 33% delle emissioni entro il 2030.
Due anni fa era stato presentato il pacchetto clima energia 2030 con obiettivi non molto definiti e poco vincolanti. Una tendenza contradditoria al precedente pacchetto 20-20-20 sicuramente più ambizioso.
La Commissione europea introduce quindi delle novità e per la prima volta fissa dei target annuali nazionali per i paesi membri. Quindi, ecco la differenza rispetto la decisione presa in precedenza secondo cui l'obiettivo di una riduzione cumulativa del 40% della CO2 nei vari settori faceva riferimento all'intero periodo da qui al 2030. le recenti proposte di Bruxelles rimangono su questa linea e prevedono comunque delle riduzioni per i settori dei trasporti, dell’edilizia, dell’agricoltura, dei rifiuti, dell’uso del suolo e della silvicoltura, ma con target annuali.
Tra le novità il fatto che questi limiti fissati saranno vincolanti per il Paese che ne è soggetto e per ogni anno del periodo compreso fra il 2021 e il 2030 vi sarà un tetto limite massimo per le emissioni, deciso sulla base del PIL interno di ciascun Paese.
Nel caso specifico dell'Italia il taglio sulle emissioni di CO2 dovrà essere del 33% rispetto a quelle del 2005.
Le flessibilità previste servono per consentire agli Stati membri di raggiungere gli obiettivi senza danneggiare l'economia e per tenere conto degli imprevisti climatici, e saranno loro a decidere anche le misure nazionali.
Possiamo concludere con una riflessione riguardo la mancanza di uno strumento di revisione automatica dei target nazionali. Legambiente sottolinea come questo sia uno strumento necessario per la semplificazione della procedura legislativa e per attuare in modo rapido la revisione degli impegni che nel 2018 l’Europa è chiamata ad assumere nell’ambito dell’Accordo di Parigi.