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Rifiuti da 21,2 miliardi di euro

2 settembre 2016
Lo smaltimento dei rifiuti è costato ai comuni italiani 21,2 miliardi di euro in appena 30 mesi, dal 2014 ai primi 7 mesi del 2016.
Per onorare i contratti di servizio per lo smaltimento dei rifiuti, gli enti comunali hanno drenato dalla casse comunali per l'esattezza 21.170 milioni di euro dal 2014 ad oggi, con un incremento dello 0,8% nel 2015 rispetto ai dodici mesi precedenti. I pagamenti più rilevanti, in valore assoluto, sono stati effettuati dalle amministrazioni comunali in Lombardia con 2.742 milioni di euro, nel Lazio con 2.653 milioni di euro, in Campania con 2.461 milioni di euro, i cui "esborsi" rappresentano poco meno del 40% del castelletto complessivo delle spese in Italia. A livello regionale, i cittadini più "vessati" risultano residenti in Toscana, Liguria e Umbria. È quanto emerge dalla Nota scientifica "L'economia dei rifiuti nei comuni italiani" realizzata e diffusa oggi dall'Istituto Demoskopika.

Per garantire il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, ai comuni serve una più che rilevante copertura finanziaria. L'Istituto Demoskopika ha analizzato le entrate dei comuni italiani da cui emerge che il gettito prodotto, dal 2014 ai primi 7 mesi del 2016, prima dal tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares) e, successivamente, dalla tassa sui rifiuti (Tari), è stato pari a 19.619 milioni di euro, circa 760 euro per ciascuna famiglia e con un incremento dell'11,8% nel 2015 rispetto al 2014.(ANSA)