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Rapporto RISE: L'Italia nella Top Ten

28 aprile 2017
La Banca mondiale ha diffuso l’ultimo rapporto Rise (Regulatory Indicators for Sustainable Energy) che valuta il progresso di 111 paesi nel campo delle energie sostenibili sulla base di 3 criteri: accesso all’elettricità, efficienza energetica ed energia rinnovabile.
Il rapporto ha lo scopo di valutare i progressi in materia di rinnovabili, individuando cosa si può fare per attrarre i finanziamenti dei privati. Il RISE permette inoltre di confrontare le prestazioni dei diversi paesi, tracciandone i miglioramenti nel tempo. I RISE, Regulatory Indicators for Sustainable Energy, sono un insieme di parametri che consentono di confrontare le politiche nazionali e il quadro normativo in materia di energia sostenibile a livello globale. Con il focus centrato su tre aspetti fondamentali, l’accesso all’energia, l’efficienza e l’avanzamento delle rinnovabili, i 27 indicatori coprono 111 nazioni, corrispondenti a circa il 96% della popolazione mondiale. L’obiettivo di questo report è fornire uno strumento ai decisori politici, un punto di osservazione comune e oggettivo, che consenta loro di valutare il proprio operato e ottimizzarlo in funzione di uno progresso in direzione sostenibile. Ogni indicatore fa capo ad un’area specifica dello scenario politico-normativo e la somma dei punteggi conseguiti genera una valutazione complessiva da 0 a 100 paese per paese.

“E’ uno strumento prezioso per i politici, aiutandoli a individuare e sostenere le politiche e le normative che stimolano il tipo di investimenti necessari per estendere l’accesso ad un’energia moderna, conveniente e affidabile per tutti”, spiega Riccardo Puliti, Senior Director e Responsabile Energia presso la Banca Mondiale. “Il mondo è in corsa per assicurare la transizione verso l’energia pulita, in grado di fornire servizi energetici per tutti, creare posti di lavoro, garantire l’assistenza sanitaria e l’istruzione, e consentire alle economie di crescere. Un uso maggiore delle rinnovabili è un elemento chiave in questa transizione”, ha commentato Rachel Kyte, Rappresentante speciale del Segretario generale dell’ONU per l’energia sostenibile. “Il messaggio di fondo è che dobbiamo fare di più e più velocemente”. Sulla base dei tre indicatori sono stati analizzati ben 111 paesi e di questi la Danimarca ha raggiunto il massimo dei voti, seguita da Stati Uniti, Canada, Paesi Bassi e Germania.
L’Italia è al decimo posto nella classifica RISE con un punteggio pari a 86 su cento per l’accesso all’energia elettrica, 72 per efficienza energetica e 85 per l’energia rinnovabile.

Paesi come il Messico, la Cina, la Turchia, l’India, il Vietnam, il Brasile e il Sud Africa  stanno invece emergendo come nuovi leader nel settore delle rinnovabili, grazie alle forti  politiche attuate per migliorare l’accesso all’energia elettrica e l’efficienza energetica. E’ in atto un miglioramento a livello globale, anche in realtà come l’Africa subsahariana, che  oggi rappresenta la regione più arretrata in questo settore, con 600 milioni di persone  che ancora non hanno accesso all’elettrica. La maggior parte dei Paesi deve però ancora adottare misure di controllo come l’etichettatura  degli impianti o un codice edilizio. Secondo il rapporto, l’80 % dei 111 Paesi studiati, ha  oggi una qualche politica dedicata alla “sostenibilità energetica”. La sfida quindi non è più  come costruire centrali elettriche rinnovabili, ma come costruire delle piattaforme digitali con i dati degli utenti, in modo da personalizzare l’offerta e dare al cliente le informazioni  di cui ha bisogno.