Procedono i lavori di Intacture, il data center nella miniera attiva in Val di Non, ora visitabile con il progettista Pietro Matteo Foglio di In-Site
Il progetto innovativo a ridotto impatto ambientale voluto da Trentino Data Mine, società pubblico - privato guidata dall'Università di Trento cambia i paradigmi della progettazione di infrastrutture digitali complesse
Avanzano i lavori dell’infrastruttura digitale ipogea Intacture, situata a 100 metri di profondità all’interno delle cave della miniera attiva Tassullo, nella Val di Non, nelle Dolomiti Trentine. Il progetto, finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sarà completato entro la fine del 2025. A partire da settembre, sarà possibile accedere al cantiere per visite guidate, riservate esclusivamente su invito, a cura del progettista Pietro Matteo Foglio, fondatore dello studio milanese In-Site, specializzato nella progettazione di centri dati.
Le visite si svolgeranno in accordo con Trentino Data Mine, la società pubblico-privata promotrice del progetto che vede come soggetto responsabile e guida scientifica l'Università degli Studi di Trento. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di condividere e valorizzare l’eccezionalità di Intacture, primo esempio in Europa — e probabilmente nel mondo — di centro dati realizzato all’interno di uno spazio ricavato da attività mineraria. Un’infrastruttura innovativa che si propone come modello di sostenibilità, efficienza energetica e rigenerazione industriale per i data center del futuro.
L’infrastruttura digitale di ultima generazione integrata al territorio, dal valore complessivo di 50,2 milioni di euro - di cui 18,4 milioni finanziati tramite fondi PNRR e 31,8 milioni da risorse private –rappresenta un decisivo cambio di paradigma per un settore in crescita esponenziale in Italia nell’epoca della transizione digitale che investe ogni dove il territorio nazionale.
Intacture si distingue per essere un progetto unico, sostenibile e sicuro. Ubicato all’interno della miniera di dolomia attiva dell'azienda Tassullo, è caratterizzato dalla sua struttura ipogea, con l’80% dell’infrastruttura situata fino a 100 metri di profondità. Questa localizzazione offre una protezione naturale impareggiabile, forte di 90 milioni di metri cubi di roccia, garantendo sicurezza fisica, elettromagnetica e idrogeologica ai dati che saranno qui ospitati.
La realizzazione del centro dati negli spazi della cava - che già ospita celle ipogee ricavate dall’estrazione di dolomia per la conservazione di prodotti locali, come le mele, e per la fermentazione di vino - permette di minimizzare l’occupazione di suolo, trasformando i vuoti di cava, ovvero gli spazi usualmente inutilizzati derivanti dall’attività estrattiva, in ambienti preziosi, evitando nuove costruzioni nel territorio italiano, già deturpato e over antropizzato.
Nel contesto di esplorazione mineraria ancora attivo, rivolto alla estrazione di dolomia e calce idraulica naturale, l’utilizzo della struttura in calcestruzzo è un’opportunità unica nello sviluppo di un’economia circolare a km zero di estrazione, produzione e costruzione dei corpi di fabbrica.
Intacture è promossa da Trentino Data Mine, società originata dal partenariato pubblico privato che vede come soggetto responsabile e guida scientifica l'Università degli Studi di Trento, con il sostegno di un raggruppamento di imprese di eccellenza, tra cui l’acceleratore di tecnologie e business Dedagroup, il Gruppo GPI specializzato in digitalizzazione in ambito sanitario, ISA-Istituto Atesino di Sviluppo e l’impresa Covi Costruzioni, che detiene la maggioranza delle quote. E’ stato concepito non solo come un data center di ultima generazione, ma anche come un polo di innovazione e di aggregazione per la diffusione del sapere e delle tecnologie avanzate, connettendo dati, competenze e persone.
L’infrastruttura - anche se impenetrabile per la sua collocazione - vorrà aprirsi alla comunità, con spazi dedicati a eventi e progetti che coinvolgeranno persone e studenti. Questa nuova funzione è in linea con la vocazione universitaria e con la visione dell’architetto Pietro Matteo Foglio, fondatore della società di architettura e ingegneria integrata In-Site, specializzata nella progettazione di data center e impegnata nel cambio di paradigma nella loro concezione. "Integrando tecnologia, sostenibilità e sviluppo comunitario, con Intacture, abbiamo ridefinito i confini del centro dati. L’obiettivo è quello di creare uno spazio che dialoghi con l’uomo e il territorio, con una particolare attenzione al contesto naturale."