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Geoswim: un'indagine sulle coste mediterranee

31 agosto 2016
L'Università di Triste collabora con ENEA per il progetto Geoswim, che ha l'obiettivo di studiare l'erosione costiera indagando 23.000 km di costa mediterranea.
La particolarità di questo progetto sta nel fatto che il team di ricercatori lavora in acqua con maschera e pinne, spingendo a nuoto un piccolo laboratorio galleggiante, dal nome mitologico Ciclope, equipaggiato con due telecamere, un sonar e una sonda per le analisi chimico-fisiche.
Gli studiosi impegnati nel progetto spiegano che la vicinanza con cui riescono ad esplorare la costa, muovendosi a nuoto, permette di vedere molte cose che altrimenti verrebbero tralasciate. La quantità di informazioni rispetto il processo di erosione e la presenza di fonti di acqua dolce permettono di calcolare le variazioni del livello del mare.
Il progetto si focalizza anche sullo studio di fauna e flora, come molluschi, patelle e balanidi che vivono attaccati alla roccia, ma anche piante e alghe, per raccogliere dati anche sulle condizioni ambientali, la presenza di acque dolci e l’azione erosiva delle onde.
Durante il rilievo si osservano e mappano le forme costiere e si registrano alcuni dati come la temperatura e la conducibilità, archiviando le informazioni con precisa posizione geografica e di profondità
La spedizione al Conero, che ha indagato il tratto di Adriatico tra Portonovo e Sirolo in provincia di Ancona, ha visto la partecipazione nel team di ricercatori-subacquei anche delle Università di Urbino e ‘La Sapienza’ di Roma.
Dopo la prima campagna del 2012, nella quale sono stati percorsi 250 km da Sissano in Istria fino a Trieste, Geoswim ha proseguito la sua missione a Malta, in Sicilia (Egadi e Ustica), in Sardegna (alcune isole dell’arcipelago della Maddalena, Capo Caccia e Tavolara) e nel Lazio (promontorio di Gaeta), percorrendo a nuoto un totale di 600 km. Prossima tappa in Grecia.