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Emergenza smog: firmato un accordo a Milano

25 ottobre 2016
Regione Lombardia, Anci Lombardia, Città metropolitana di Milano e Arpa hanno firmato un protocollo che vuole avere risvolti concreti per affrontare le situazioni di emergenza che si presenteranno questo inverno. Misure concrete per i territori omogenee, ma non sarà obbligatorio aderire al protocollo.
“Firmiamo oggi con Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano e Arpa, un protocollo dal quale derivano misure concrete per affrontare le gravi emergenze smog che dovessero riproporsi come è avvenuto lo scorso inverno. Per ottenere uno stabile miglioramento della qualità dell’aria è comunque necessario che tutte le istituzioni, nessuna esclusa, proseguano con decisione nell’opera di progettazione, ampliamento e realizzazione delle infrastrutture di trasporto pubblico locale”. Con queste parole il presidente di Anci Lombardia Roberto Scanagatti ha commentato la firma del Protocollo sull’aria sottoscritto questa mattina da Regione Lombardia, Anci Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Arpa.
“Il documento – prosegue Scanagatti - vede la luce dopo quasi un anno di attività da parte del tavolo di lavoro costituito da amministratori e funzionari comunali, rappresentanti della Regione, delle Aree vaste e della Città Metropolitana, rappresentanti delle diverse realtà coinvolte dalla materia ed esperti del settore, riunitosi a partire dagli ultimi giorni del 2015, quando la Lombardia e l’intera zona padana erano interessate da un persistente alto livello di inquinamento atmosferico, che aveva superato il limite massimo di presenza di PM10 nell’aria. Come Anci Lombardia ci faremo promotori di questa iniziativa presso i Comuni che, confidiamo, vorranno aderire con responsabilità alla proposta che oggi abbiamo sottoscritto, assicurando, come hanno fatto in questi mesi, l’attenzione a uno dei problemi che maggiormente preoccupano i cittadini”.
Il protocollo individua delle misure concrete e uguali per tutti i territori omogenei. Le azioni programmate riguardano, tra l’altro, la limitazione dell’utilizzo dei veicoli maggiormente inquinanti; il regolamento del riscaldamento alimentato con la legna; le combustioni all’aperto e la limitazione della temperatura interna alle abitazioni e degli esercizi commerciali.
Scanagatti ha continuato osservando che, “come abbiamo ribadito in altre occasioni, Regione Lombardia avrebbe potuto assumere un ruolo più incisivo, mediante un'assunzione diretta di responsabilità. Come nel passato infatti, avrebbe potuto emanare misure prescrittive e quindi obbligatorie per tutti. In questo modo invece l'adesione al protocollo sarà del tutto volontaria, con la conseguenza che ai cittadini non sarà garantito che su tutto il territorio omogeneo vi saranno medesime condizioni di gestione nell'emergenza. A parte questo ci sembra comunque importante poter dare indicazioni chiare ai Comuni, che ora possono contare su alcuni punti di riferimento condivisi da seguire ed evitare di affrontare l'emergenza smog in ordine sparso come accaduto lo scorso anno”.