Rafforzare la competitività della filiera italiana delle energie rinnovabili, sostenere la sicurezza energetica del Paese e promuovere un quadro normativo stabile e favorevole agli investimenti saranno le priorità che guideranno l’azione di ANIE Rinnovabili nel biennio 2026-2028.
ANIE Rinnovabili ha individuato una serie di priorità strategiche per sostenere lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili in Italia: il recepimento del Net Zero Industry Act e dell’Industrial Accelerator Act, la corretta applicazione delle norme sulle aree idonee, la diffusione di fotovoltaico e sistemi di accumulo per l’autoconsumo, la promozione dei contratti energetici di lungo termine, lo sviluppo della flessibilità del sistema elettrico e una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili nei mercati dei servizi di rete. Questi temi sono stati al centro dell’evento “Transizione e Sicurezza Energetica”, che ha riunito istituzioni e operatori del settore. Le priorità emergono in una fase complessa per il mercato: dopo quattro anni di crescita, il 2025 si è chiuso con una riduzione dell’8,2% delle nuove installazioni di impianti rinnovabili, scese a 6,2 GW, principalmente a causa del rallentamento del fotovoltaico. Il trend negativo è proseguito anche nel primo trimestre del 2026, con un calo del 10% delle nuove installazioni e dell’11% nel solo comparto fotovoltaico.
Secondo una survey di ANIE Rinnovabili, il principale ostacolo allo sviluppo del settore non è tecnologico o legato alla domanda, ma riguarda il contesto normativo e amministrativo. Il 75% delle aziende indica l’incertezza normativa come la criticità più rilevante, mentre il 67% segnala forti impatti dovuti alla complessità e ai ritardi delle procedure autorizzative. Anche le tempistiche di connessione alla rete rappresentano un problema per il 44% delle imprese. Per il futuro, le aziende chiedono soprattutto stabilità normativa (71%), rispetto dei tempi autorizzativi (58%) e potenziamento delle reti elettriche (44%). Solo il 19% ritiene prioritario introdurre nuovi incentivi economici, evidenziando come il settore richieda principalmente regole chiare, certezza degli investimenti e infrastrutture adeguate per sostenere la crescita.