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Dati satellitari, IoT e AI per il futuro della gestione idrica

La gestione dell’acqua richiede strumenti sempre più accurati per affrontare scarsità idrica, eccesso di risorsa, inquinamento e infrastrutture sotto pressione. È da questa esigenza che nasce la call “Digitalisation of the water sector”, promossa da Esa Business Applications nell’ambito delle opportunità dedicate allo sviluppo di servizi space-enabled.
L’iniziativa, aperta dal 12 maggio 2026 al 30 agosto 2026, riguarda attività di Proof-of-concept e Pilot Projects. L’obiettivo è trasformare dati, tecnologie e capacità di monitoraggio in servizi utili per gestori, utility, autorità idriche, città e territori. La call individua alcune priorità operative per il settore: prevenire e rilevare le perdite idriche lungo la filiera, migliorare il trattamento delle acque reflue, localizzare le dispersioni e intervenire sulle infrastrutture di distribuzione e sui servizi igienico-sanitari. Sono ambiti diversi, ma legati da una stessa necessità: rendere la digitalizzazione più integrata e più facile da applicare nei processi reali. Esa evidenzia infatti che il settore idrico utilizza già strumenti digitali, ma spesso in modo frammentato, con soluzioni limitate a singoli territori o specifiche funzioni operative. Per definire il perimetro della call, Esa distingue due aree di intervento: Water Sustainability e Water Resilience. La prima riguarda il monitoraggio della qualità dell’acqua, la disponibilità della risorsa, i servizi igienico-sanitari e il controllo degli scarichi industriali. La seconda si concentra su monitoraggio delle infrastrutture, riduzione della non-revenue water, guasti nei sistemi fognari e resilienza rispetto a siccità e alluvioni. In entrambi i casi, il dato non è solo uno strumento di osservazione: serve a rendere le decisioni più tempestive, gli interventi più mirati e la gestione del ciclo idrico più misurabile. La call sostiene attività di Proof-of-concept e Pilot Projects rivolte a team in grado di dimostrare competenze tecniche e commerciali, bisogni utente chiari, potenziale di mercato e una proposta in cui dati o tecnologie spaziali producano un valore riconoscibile.