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20 anni dal Decreto Ronchi: qualcosa è cambiato

10 febbraio 2017
Il D.Lgs 22/97, noto come Decreto Ronchi, ha compiuto vent'anni e ha segnato il primo cambiamento per una migliore gestione dei rifiuti. Se guardiamo al percorso fatto le note positive non mancano, a partire dalla raccolta differenziata aumentata del 39%. <br/>
In occasione di questo speciale "compleanno" Fondazione Sviluppo Sostenibile e Conai si incontrano a Montecitorio per fare le somme dei cambiamenti avvenuti in questi 20 anni. Lì, presentata anche la pubblicazione "La riforma dei rifiuti a 20 anni dal D.Lgs 22/97 e alla vigilia del nuove Direttive rifiuti-circular economy".
"Con quella riforma - ricorda Edo Ronchi, presidente della Fondazione - scegliemmo di anticipare, non senza difficoltà, gli indirizzi europei sulla gerarchia nella gestione dei rifiuti, assegnando una netta priorità al riciclo rispetto al largamente prevalente smaltimento in discarica e anche rispetto alle proposte che assegnavano priorità all’incenerimento di massa, Quella riforma ha consentito di far decollare l’industria verde del riciclo dei rifiuti. Quel sistema potrebbe consentire di raggiungere anche i nuovi e più impegnativi target europei di riciclo a condizione che venga applicata in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale recuperando i ritardi che ancora persistono in alcune grandi città (come Roma e Napoli) e in 5 regioni del Sud”.: Basilicata (31% RD), Puglia (30%), Molise e Calabria (25%), Sicilia (13%). Il recupero di questi ritardi sarà essenziale per raggiungere i nuovi obiettivi europei: il 60% di riciclo dei rifiuti urbani per il 2025 e 65% entro il 2030. Molto importante sarà anche aggiornare i decreti sul recupero dei rifiuti speciali per avere una più estesa ed efficiente diffusione del riciclo con il regime di end of waste".

I cambiamenti di questo ventennio
Il Decreto è stato il punto di partenza per un percorso di cambiamenti normativi che rende oggi la materia alquanto complessa, comunque permettendo un lento ma decisivo cambiamento di rotta. Un tempo l'80% dei rifiuti urbani veniva dismesso in discarica e la raccolta differenziata non arrivava al 10%. 20 anni dopo ci ritroviamo in un'Italia che produce molti più rifiuti (+3 Mton) ma che vede una quantità sempre minore di rifiuti in discarica. Allo stesso tempo è aumentato anche il riciclo di materia dei rifiuti speciali. Sono i dati dell'Ispra ad offrire chiare percentuali: la raccolta differenziata è arrivata al 47,6% e il riciclo/recupero di materia dei rifiuti speciali è aumentato da 13 Mton a 83,4 Mton.
Il cambiamento è stato possibile anche all'impegno e alla consapevolezza assunta dal popolo italiano, che vede il 91% delle persone impegnate regolarmente nel fare la raccolta differenziata. L'opinione è altrettanto positiva e il 93% la considera una utile necessità e il 91% la mette al primo posto tra i comportamenti anti-spreco e le buone abitudini ambientali. L'indagine IPSOS è stata promossa da CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, che l'ha pubblicata con il titolo: "1997-2017 | 20 anni dal Decreto Ronchi: gli italiani e la raccolta differenziata". Tra l'altro, fu proprio quel decreto a istituire il consorzio, che ha permesso di aumentare il recupero degli imballaggi dal 33% al 78,5% dell'immesso al consumo.
Infine, grazie a questi virtuosi meccanismi, anche in Italia abbiamo potuto assistere alla crescita di un nuovo settore industriale: la green economy, che conta ora oltre 6.000 imprese, 155 mila addetti e un fatturato di 50 miliardi di euro.